domenica 12 maggio 2013

LEGGE RIFIUTI ZERO


La strategia Rifiuti Zero si pone l’obiettivo di far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta, riducendo l’“impronta ecologica” dell’uomo sul pianeta. Questo può avvenire tramite l’eliminazione degli sprechi da un lato e la totale reimmissione dei materiali trattati nei cicli produttivi dall’altro. Quindi massimizzando, nell’ordine, la riduzione dei rifiuti, il riuso dei beni a fine vita, il riciclaggio e minimizzando, nell’ordine, tendendo a zero al 2020, lo smaltimento, il recupero di energia e il recupero di materia diverso dal riciclaggio.

La legge Rifiuti Zero è promossa da associazioni, realtà sociali e comitati territoriali che mirano ad una riforma strutturale del sistema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e che punta fortemente sull’educazione ambientale. Se approvata la Legge Rifiuti Zero rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione verde basata sulle parole sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione, lavoro.

Impegnati per il rispetto dell’informazione continua e trasparente per le comunità in materia di ambiente e rifiuti, riteniamo la campagna Rifiuti Zero un importante momento di coinvolgimento e diffusione di informazione su buone e cattive pratiche, finalizzato a promuovere la partecipazione dei cittadini alla formazione delle decisioni istituzionali per la gestione dei rischi ambientali e sanitari in tutte le fasi connesse al ciclo dei rifiuti (Convenzione di Aarhus 26.6.1998, Direttiva 2003/35/CE, Direttiva “2008/98/CE).

Il valore della democrazia diretta e partecipata viene pertanto ribadito nella volontà di rispettare finalmente il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali nonché della sentenza della Corte Costituzionale n. 199 del 2012, che esclude l’obbligo dell’assegnazione del servizio tramite gara, ma permette l’affidamento diretto a proprie società interamente pubbliche, così come previsto dalla legislazione europea.

Il territorio versiliese ha subìto per anni una scellerata gestione dei rifiuti che ha provocato danni ambientali, economici e di salute incalcolabili. Adesso è il momento di cambiare totalmente questo stato di cose imponendo dal basso una legge che permetta a noi e ai nostri figli un futuro sostenibile.

Le finalità generali del presente disegno di legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici:

far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta
rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986
rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti
assicurare l'informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti
riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE
recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali
Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:

Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo
contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali
ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l'incenerimento
Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale per il reato di danno ambientale
Dettare le norme che regolano l'accesso dei cittadini all'informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti
Introdurre forme di cooperazione tra Comuni per la raccolta porta a porta e la filiera di trattamento al fine di sviluppare l'occupazione locale in bacini di piccola-media dimensione, che favoriscano le attività di produzione e commercializzazione di materiali e prodotti derivati da riciclo e recupero di materia.

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